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OGNI SORSO . . . . UN'EMOZIONE !!!

 LA BIRRA E LA SUA STORIA


La birra è una delle bevande più antiche prodotte dall'uomo, registrata nella storia scritta dell'antico Egitto e della Mesopotamia. La bevanda era considerata fonte di ristoro, di convivialità e anche di benessere, nella misura in cui le vitamine e i sali minerali in essa contenuti svolgevano un’azione benefica sul corpo.  Le notizie storiche dicono che in Mesopotamia sia nata la professione del birraio.

A Babilonia circolavano birre rosse, chiare, scure, e poi aromatizzate, leggere e forti, e ancora alcuni tipi che non derivavano dall’orzo, bensì da altri tipi di cereali: le kurunnu venivano prodotte con la spelta, un cerale rossastro simile al grano, di colore scuro e sapore forte, mentre le sikaru erano le tradizionali provenienti dall’orzo.

Egizi

Considerata la bevanda del dio Osiride, aveva un forte valore rituale: veniva offerta alla dea Erneunet per propiziare le gravidanze e il dio della scrittura Thout, al quale era donata insieme a frutta e focacce da parte dei bambini. Ma se per i Babilonesi la produzione di birra rappresentava un elemento centrale dell’economia locale, presso gli egizi era semplicemente uno dei tanti prodotti artigianali; in ogni caso, diversi faraoni erano proprietari di fabbriche di birra, come testimonia l’iscrizione funebre rinvenuta su una tomba reale: “Io ero uno che produceva orzo”.

Popolo ebraico

I libri sacri contengono accenni al consumo di birra durante la festa degli Azzimi celebrata in ricordo della fuga dall’Egitto, occasione in cui veniva consumata insieme al pane senza lievito.

Greci

In territorio ellenico la birra non era prodotta, ma consumata in larga misura durante le feste in onore di Demetra

Celti

I celti sono noti come gran bevitori di birra e del resto secondo una leggenda il popolo irlandese è nato grazie ai Formoriani, deformi creature rese immortali dalla conoscenza dei segreti della fabbricazione della birra, a quali l’eroe Mag Meld lo ha sottratto. Secondo i racconti di Giulio Cesare, prima di avviare una trattativa, i celti si dedicavano ad una lunga bevuta, attingendo la birra direttamente da un corno.

Medioevo

Nel Medioevo per la prima volta nella storia della birra si sceglie di utilizzare il luppolo in luogo delle altre spezie per aromatizzare la bevanda e si tratta a tutti gli effetti del primo passo verso l’industrializzazione del prodotto, che viene studiato in diverse varianti e non semplicemente prodotto ad imitazione dei precedenti. Il tutto si svolge nei monasteri, dove sono le stesse suore a preparare la birra, per darla in parte ai malati e ai viandanti. In Inghilterra la birra è assurta in breve tempo al rango di bevanda nazionale

Nell’anno Mille nel nord Europa prese l’avvio la produzione industriale e in Germania fece la sua comparsa la figura del mastro birraio, finché nel 1516 l’Editto sulla Purezza ha fissato dei canoni generali a cui attenersi, individuando nell’impiego di malto d’orzo, acqua e luppolo le caratteristiche della birra doc.

Nel 1660 la birra sbarca oltreoceano, portata dai Padri Pellegrini nell’America delle invenzioni che la restituiscono lavorata con il procedimento della bassa fermentazione e pastorizzata a temperature alte.                                                                                                                                                         

 Nel frattempo in Italia il consumo di birra è cresciuto in modo esponenziale. La prima fabbrica nasce però relativamente tardi, nel Settecento, a Nizza, che all’epoca era parte dell’Italia, grazie alle scoperte di Lazzaro Spallanzani relative al lievito, elemento necessario per la fermentazione. Nel 1890 si contano già centoquaranta aziende produttrici di birra.

Oggi non ci sono dubbi che la birra artigianale sia uno dei trend del momento nel mondo del bere. Chiaramente per birra artigianale si intende quella non pastorizzata (quindi “cruda”), tendenzialmente non filtrata (quindi integra) e realizzata senza conservanti. I birrifici artigianali utilizzano il più possibile ingredienti naturali, e, con l'introduzione di "birrificio agricolo" anche utilizzando orzo e luppolo, provenienti dal territorio di loro appartenenza. La birra viene prodotta principalmente con il malto d'orzo e/o con il malto di frumento (e in alcuni casi anche con altri cereali maltati), elementi base, ai quali vengono aggiunti luppolo, lievito ed acqua.  A questo punto la birra è pronta per essere bevuta ma ha una durata limitata nel tempo. Per aumentarne la conservazione, nella produzione industriale, il prodotto viene sottoposto ad alcuni trattamenti come la pastorizzazione ed il filtraggio.

Le birre prodotte con tecniche industriali, pertanto, si differenziano sostanzialmente da quelle artigianali ad un esame organolettico. La presenza di lieviti attivi, inoltre, rende queste ultime un alimento vivo che si evolve nel tempo. Se il tipo di birra lo consente, è possibile un invecchiamento in cantina anche per alcuni anni.                                                                                                         

Il fenomeno dei birrifici artigianali, rinasce negli Stati Uniti, la cosiddetta "Renaissance Americana". Anche in Europa ed in Italia si sta affermando questo fenomeno che si ripromette di proporre prodotti artigianali di elevata qualità.  Frequente è anche la creazione di birre comprendenti ingredienti inusuali sia come materia fermentabile che come aromatizzazioni, spesso integrando produzioni locali (ad esempio farro, frutta DOP e IGP). Una grande diffusione sta ottenendo anche il mais.     

 Nel Birrificio Indemburg si produce birra artigianale utilizzando i metodi e le tecnologie più moderne, per mantenere intatti i sapori, le caratteristiche organolettiche e le fragranze genuine tipiche della birra artigianale proponendo un prodotto, con delle caratteristiche sensoriali particolari ed originali.  La precisione e perfezione nella produzione di birra artigianale non pastorizzata e la cura nel processo di fermentazione sono attività basilari, diversamente non potremmo offrire birre artigianali qualitativamente superiori rispetto alle birre commercializzate su larga scala o alle birre standard, che si trovano in ogni supermercato.  Il Birrificio Indemburg  propone una birra artigianale di qualità (non pastorizzata, non filtrata ), prodotta, come centinaia di anni fa, nel rispetto meticoloso di ogni fase e di ogni tecnica di produzione, con il valore aggiunto della passione e della tecnologia degli strumenti e dei macchinari di cui la ditta è in possesso.    Le materie prime che si utilizzano per produrre la birra sono:

L’ACQUA

È l'elemento chiave per la qualità della birra artigianale e delle nostre birre in particolare. Nei fatti gli ioni dell'acqua sono fondamentali nelle reazioni biochimiche e chimiche durante l'intero processo di produzione; inoltre circa il 90% della birra è acqua.

L'acqua che ci viene fornita può essere pensata come il sogno di ogni mastro birraio, uno che se ne intende e sa fare bene i calcoli anche sulla sua acqua.

È un'acqua dolce, ha solo 24°F di durezza e contiene pochi carbonati, l'elemento di maggior disturbo sia in ammostamento che in fermentazione: non necessita quindi di nessun prettrattamento.

I LIEVITI

Non utilizziamo in fermentazione lieviti secchi. Il lievito fa la birra ed è la variabile più difficile da controllare: se in buon stato fisiologico e supportato da una dieta equilibrata (mosto) difficilmente delude se vengono governate in maniera corretta tutte le variabili della fermentazione.

IL MALTO

La base delle nostre birre artigianali sono costituiti da malti diversi, ad esempio la bionda è una Ale, così come quella senza glutine,mentre la nera è una Stouth

Inoltre, i malti da noi utilizzati derivano da specifiche varietà di orzo da noi scelte poiché le loro nature esaltano le caratteristiche che vogliamo dare alle nostre birre

I LUPPOLI

Utilizziamo solo varietà nobili di luppolo. Le varietà nobili sono quelle che danno i migliori risultati in termini  di qualità dell'amaro e piacevolezza dei profumi. La qualità dell'amaro, ben diversa dal concetto di intensità dell'amaro - misurabile tramite analisi in IBUS - è componente essenziale della bevibilità delle nostre birre artigianali e frutto di questi luppoli.

L'amaro delle nostre birre artigianali è gradevole, si percepisce inizialmente  per poi lasciare la bocca pulita.